Sprint

Strumenti e tecnologie di Precisione per il RIlievo e la gestione sosteNibile della variabilità in vigneTo

Descrizione dei benefici della ricerca per le imprese

La presente proposta progettuale intende realizzare, validare e promuovere nuovi sistemi per il monitoraggio della variabilità intraparcellare del vigneto e nuove pratiche di agricoltura di precisione che consentano una gestione differenziata, a seconda delle peculiarità del vigneto, per un uso più efficiente delle risorse con mitigazione degli effetti del cambiamento climatico oltre che una maggiore valorizzazione e selezione del prodotto finale. L’innovazione proposta ha già raggiunto un TRL4 e in generale, l’analisi effettuata a livello di criticità tecnologiche e normative, anche grazie al costante confronto con CNH Industrial Italia S.p.A e Appleby Italiana Srl, non ha messo in luce punti di attenzione che possano compromettere il raggiungimento degli obiettivi prefissati e quindi i risultati attesi. Ambedue le aziende hanno già riportato l’esigenza del mercato di dotare i veicoli che operano sul campo di sensoristica “plug and play” capace di fornire informazioni dettagliate sullo stato della coltura. Peraltro, i prodotti attesi della presente ricerca industriale potranno contribuire al continuo processo di innovazione tecnologica che entrambe le imprese perseguono storicamente per mantenere posizioni di leadership e di assoluto rilievo sui mercati nazionali e internazionali.

La nuova gamma di vendemmiatrici Braud 9000M/L può essere equipaggiata con un sistema di pesatura automatica dei grappoli. Questa funzione calcola il peso della macchina prima e dopo lo scarico del prodotto, consentendo una misurazione statica dei grappoli utilizzabile ai fini della logistica, della gestione della pigiatura o della valutazione della resa complessiva. Una schermata dedicata all’operazione di pesatura permette di aggiungere i pesi e di calcolare la resa media (per campo, per rimorchio, per giornata, etc.) per una migliore gestione del raccolto. Il sistema di pesatura funziona con il Task Controller, un sistema che consente di localizzare con il GPS ogni sequenza di pesatura in modo da creare una mappa delle rese. Tuttavia la risoluzione della mappa di resa è funzione del numero degli scarichi delle tramogge che generalmente mostrano capacità pari a 3700 L e non rappresenta, allo stato attuale, una soluzione efficace per rappresentare la variabilità del potenziale produttivo su scala intraparcellare con risoluzione metrica. L’azienda è quindi interessata alle nuove conoscenze che saranno acquisite nell’ambito delle attività del progetto SPRINT in cui tramite il ricorso all’installazione di celle di carico ad elevata sensibilità e di sensori ottici in punti “strategici” del flusso di prodotto collocati tra gli organi scuotitori e i serbatoi, sarà realizzato un prototipo di vendemmiatrice in grado di registrare informazioni georeferenziate per la realizzazione di una mappa di resa ad alta risoluzione. Le componenti assemblate saranno con buona probabilità facilmente reperibili sul mercato e quindi prontamente disponibili per dare avvio a futuri step di industrializzazione che tuttavia, dovranno considerare l’organizzazione di una company su scala globale che includono gli ambiti della progettazione, produzione e commercializzazione (competenze per la valorizzazione industriale dei risultati). Peraltro, le attività sperimentali e dimostrative che saranno implementate nell’ambito del WP6 e del Piano di divulgazione riguardanti il ricorso alla vendemmia meccanica selettiva per la valorizzazione della variabilità intraparcellare assumono una valenza multipla sia nei confronti della sensibilizzazione della filiera vitivinicola, sia nei confronti di un processo interno di valutazione del possibile ammodernamento delle tecnologie esistenti. Infatti, quale punto di incontro tra domanda e offerta, i futuri scambi commerciali saranno tanto più attivi quanto gli operatori avranno acquisito consapevolezza in merito (a) all’ottimizzazione della gestione della disformità della maturazione delle uve che si riscontra sempre più frequentemente in risposta alle mutate condizioni climatiche, nonché rispetto (b) al miglioramento delle prestazioni economiche delle aziende vitivinicole in risposta all’attuazione di protocolli di vendemmia meccanica selettiva funzionale alla differenziazione di processo e alla diversificazione di prodotto. Dal punto di vista prettamente industriale è innegabile che a fronte di un prodotto pionieristico brevettato nel 2009 e del successo riscontrato nel settore della meccanica agraria (Medaglia d’argento SITEVI 2010), il sistema Enocontrol necessiti oggi di un processo di revisione tecnologica che ne consenta il reintegro nella catena produttiva. Per questa ragione, l’interconnessione con moderni sistemi di mappatura e la realizzazione di ulteriori test in ambiente reale saranno per l’azienda occasione utile per un ripensamento interno verso l’attualizzazione della tecnologia che sembra essere sempre più promettente per le imprese agricole dal punto di vista della diversificazione di prodotto e dell’adattamento alle mutate condizioni climatiche.

Appleby Italiana Srl ha all’attivo una lunga collaborazione con CRAST sviluppata anche in sinergia con Casella Macchine Agricole e con lo Studio TerraDat. In questo contesto ha partecipato ai progetti POR- FESR 2015 “NUTRIVIGNA” per la definizione di protocolli operativi per la nutrizione di precisione del vigneto, e SmartAgri Hub-SAH con un Flagship Innovation Experiment FIE25 dedicato ad applicazioni di precisione su vite. In tutte le occasioni l’azienda ha dimostrato un pronto “recepimento” dei prodotti della ricerca che hanno favorito il rilascio di due prodotti commerciali anche grazie alle suddette partnership industriali. I sensori MECS-VINE, prima e ROBO, in tempi più recenti hanno mostrato la capacità dell’azienda di sviluppare un sistema estremamente semplice e intuitivo per la registrazione dei dati in campo e di produzione delle mappe. Anche in questo caso, il processo di industrializzazione potrà essere supportato dalla disponibilità nel proprio organico delle competenze utili ad assemblare e a integrare le nuove componenti del nuovo sensore.

Diviene quindi di fondamentale importanza il progetto SPRINT che si pone l’obiettivo di esplorare tecnologie ad oggi poco presidiate, quali necessarie per rispondere alle esigenze agronomiche e di sostenibilità che gli agricoltori affrontano quotidianamente, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza delle coltivazioni rispetto alle sfide climatiche e di mercato attuali. In particolare il nuovo sensore verrà utilizzato in modo diretto e non più tramite validazione in campo sia nella creazione di mappe di vigoria sia in funzione on-the-go e garantirà una maggiore precisione nel dosaggio dei fitofarmaci dando la possibilità di variare la dose in modo selettivo alle diverse altezze della parete delle viti. I costruttori di macchine saranno quindi portati ad una maggiore precisione in termini di caratteristiche delle macchine, consentendo all’utente un risparmio in termini di utilizzo dei prodotti fitosanitari, un utilizzo più preciso e puntuale e una minore deriva a vantaggio dell’ambiente, in linea “con il conseguimento degli obiettivi di riduzione dei pesticidi chimici stabiliti dalla strategia “Farm to Fork”, che prevede entro il 2030 di arrivare al –50% nell’uso e nel rischio complessivi” oltre ad espandere l’agricoltura biologica almeno al 25% delle superfici agricole dell’UE. Inoltre la possibilità di usufruire di mappe di vigoria ottenute da sensori prossimali consentirà di poter gestire il vigneto in maniera diversificata durante l’intera gestione a verde, sfruttando areali del vigneto a diversa attività vegetativa per ‘ottenimento e la valorizzazione di diverse tipologie di prodotto. In questa situazione si prende coscienza del cambiamento climatico e si sfruttano le diversità che lo stesso cambiamento climatico imprime nel vigneto in un’ottica non solo di sostenibilità ma anche di minor intervento possibile in cantina. È estremamente attuale per esempio la necessità di vinificare sempre di più uve con parametri analitici corretti per poter intervenire il meno possibile in cantina; questo è fattibile solo ed esclusivamente se si conosce nei minimi dettagli il vigneto.

In un mercato in estrema evoluzione e in un settore dove le percentuali di vendemmia meccanica aumentano anno per anno e anche l’utilizzo delle macchine semoventi polifunzionali è sempre più consolidato, le imprese coinvolte procederanno all’industrializzazione dell’innovazione portandola sul mercato, negli ambiti di proprio intervento al fine di arricchire la propria gamma di prodotti con una soluzione ad oggi inesistente. L’ampia conoscenza del mercato target (realtà vitivinicole di medie dimensioni con approccio innovativo alla produzione e contoterzisti) e la fama delle aziende stesse consentiranno di veicolare le innovazioni, mettendo in luce le peculiarità e soprattutto i vantaggi dell’investimento. Questo anche grazie all’organizzazione di dimostrazioni pratiche in linea con quella prevista nell’ambito del progetto e prove di utilizzo finalizzate all’individuazione delle criticità e delle eventuali modifiche necessarie per poi valutarne l’implementabilità.

Si punta dunque a quella fetta di mercato in grado di recepire le innovazioni, quindi gli “innovators” e “early adopters”. È chiaro fin da ora che i risultati di progetto raggiunti dovranno accompagnarsi necessariamente ad un percorso formativo per coniugare le competenze agronomiche a quelle tecnologiche e offrire un reale supporto ad Appleby Italiana Srl e CNH Industrial S.p.A. in termini di commercializzazione. La chiave di volta consisterà nella capacità di supportare concretamente gli utilizzatori finali e spiegare loro la semplicità di utilizzo nonostante la componente digitale sia indubbiamente complessa.

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